Lawrence, pilastri di saggezza in 3D – stampa 3D

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Lawrence, pilastri di saggezza in 3D – stampa 3D

Lawrence, pilastri di saggezza in 3D – stampa 3D

La stampa 3d è in continua evoluzione. TreD non è solo tecnologia. Alla base, è una community di persone che ricavano tempo della propria quotidianità per mettere insieme passioni. Oggi cominciamo a conoscerne alcune…

Il suo nome è Lawrence. Bandini Lawrence. In Arabia è già sbarcato, e minaccia di tornarci per conquistarla a colpi d’arma da filamento, realizzata in 3D. Ha appena 24 anni, ma già da 5 si districa nel mondo del lavoro con fantasia e duttilità. Breve storia di uno dei Tred boys che stanno dando corpo ad un sogno di provincia.

 

Lawrence, cos’è per te TreD oggi, e tu che cosa ci fai?

“Fisicamente TreD è uno spazio ricavato a Siena, lontano dalle metropoli e vicino alla bellezza. Concettualmente è un luogo dove persone di varie età e provenienza accomunano idee di innovazione e miglioramento della quotidianità, che attualmente si concretizzano principalmente con l’ottimizzazione della Q_be, una stampa3D che secondo me ben esprime questo concetto.

Io in particolare mi sono occupato dello sviluppo di parti meccaniche o di sistemi per il prodotto. In questi mesi mi sono sbattezzato soprattutto sull’involucro in acciaio e ‘stressando’ fornitori della materia come la Toscana Metalli. In questi giorni mi sto dedicando ad ottimizzare la velocità di produzione”.

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Per qualche anno ho lavorato tra Brescia e gli Emirati, poi ho deciso di cambiare aria. Eccomi qua.

 

Come ci sei finito in TreD? E da dove arrivi, veramente dall’Arabia?

“Beh in un certo senso…Nasco a Poggibonsi dove completo gli studi all’ITI (Tecnico Industriale). Mia madre è inglese, il nome credo sia scelta soprattutto sua; mio padre è italiano,  giornalista di seconda generazione. Il nonno reduce dlla guerra ha scritto a lungo sul Corriere della sera e più di 10 libri, mio padre a sua volta 10 anni dell’ industria musicale e poi si appassiona alla meccanica balistica.

Per molti anni si dedica all’editoria di quel settore, sei anni fa fonda un’impresa per la fornitura di armi all’ esercito russo. Per me che ero appena uscito dalla scuola diventa l’ambito in cui  applicare le conoscenze di cad e design, e dare sfogo alla curiosità per la stampa 3D. Per qualche anno quindi ho lavorato tra Brescia e l’estero, spesso in Emirati Arabi. Qualche mese fa ho deciso di cambiare aria e fare nuove esperienze…una di queste è diventata TreD, eccomi qua”.

 

Ai tuoi coetanei non sembri un po’ fissato?

“Non mi pare, mi conoscono…sanno che mi affascina la possibilità di immaginare una cosa e vederla realizzare. Anche un banale pezzo di acciaio, retroingegnerizzarlo e riprodurlo: ho potuto farlo semplicemente grazie alle conoscenze di meccanica, con pochi soldi e senza sforzo”.

 

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Qual’è il punto debole della tecnologia 3d, oggi?

“La resistenza meccanica delle singole componenti di un oggetto composito. Ma si sta andando verso la soluzione, esistono già materiali formidabili che trovano già uso negli alettoni di formula 1 o dei missili balistici: stampi una parte, inserisci i componenti dinamici, stampi la restante porzione…”

 

Se dico “artigiani digitali” pensi a…

“progresso”

 

Fablab?

“innovazione”

 

Stampa 3d?

La stampa 3d è il futuro. I conti tornano, vedo un crescendo esponenziale nel miglioramento delle tecnologie. Oggi usiamo fdm, sls, slm…presto chissà cos’altro”.

 

Cosa manca alla TreD Q_be per essere davvero pronta adesso?

“Limature, piccole migliorie per rendere la macchina appena più ‘digeribile’. Manca poco”.

 

Ora il Lawrence dell’Arabia in 3D risale in cammello. Meglio: in laboratorio. Se un anno di lavoro ben fatto è un pilastro di crescita, a lui ne mancano appena due per arrivare alla saggezza. Chissà cosa combinerà…

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